domenica 27 aprile 2014

Finzione o realtà?

Pensa se dovessi dare di matto come Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia”, se vedendomi davanti una specie di replica di hamburger invece di quella esposta sulla foto del locale, e avendo un'arma letale in mano; avrei anch'io la sua stessa reazione?
Mamma mia, meglio non pensarci e lasciar fare i matti a chi matto ci è diventato per davvero.
Questo è il bellissimo pacco di una marca famosissima che ci propinano i supermercati, un bellissimo “Ramo di Primavera” farcito con crema al cioccolato che solo a vederlo inonderei tutto il paese per l'acquolina che strariperebbe fuori dalla mia bocca.



Ma ahimè, la realtà purtroppo è un'altra, il “Ramo di Primavera” che ci troviamo dentro a vederlo risulta essere piuttosto un “Ramo Secco d'Autunno”.




Certo la brutta figura nel regalare una meraviglia del genere ad una persona cara non è cosa da poco, anche se ormai non ci facciamo più tanto caso. Sulla scatola c'è scritto che “le immagini riportate sulla confezione costituiscono un semplice suggerimento di presentazione”. Ma ti pare che questo sia un semplice suggerimento? A me sembra invece pura e semplice fantascienza. Quando compro un prodotto in scatola chiusa sulla confezione preferirei leggerci "questo è quello che ci trovi" e non "questo è quello che avremmo voluto metterci". Ma dai, ma ti pare possibile che riusciate veramente a creare una cosa bellissima come quella riportata sulla scatola? Ma stiamo scherzando? Ma che vi costa fare una foto a ciò che ne viene fuori nella realtà e metterci quella? Non è forse più onesto nei confronti di chi vuole comprare il suddetto Ramo? Ma perché prendere in giro il cliente poi? Non lo vede una volta aperto il pacco che non si tratta d'altro che di una spugna usata?
Ah già, me lo scordo sempre anche se per pochi secondi.
Vendere.
Il DENARO.
Ciò che ci ha reso così infami e spregevoli.
Che dire di più?
Chiedo scusa per l'inutile post.  

mercoledì 5 marzo 2014

Girarci attorno

No no no, ti prego no, non farmi questo!
Non è possibile, ma perché?
Si è accesa, si è accesa quella maledetta spia sul cruscotto.
É uno scherzo sicuramente, la mia macchinina vuole farmi uno scherzetto. Che carina, sto già sorridendo per la buffa trovata.
Ma perché non si spegne?
Ho capito, bisogna spegnere il motore e riavviarlo.
Macché, non funziona. Forse sono stato troppo veloce, spengo e aspetto un pochetto.
NOOOOOOO, NON FARMI QUESTOOOOO!!!!!
Maledetta, ma che spia è? É la figura di una specie di motore con una saetta sopra. Un lampo come quello sul petto del costume di Flash, il personaggio dei fumetti che potrebbe correre più veloce di Speedy Gonzales se fortemente motivato dal formaggio.
Continuo a fissare la spia accesa come aspettando che da un momento all'altro questa si spenga.
A quanto pare non funziona così, è una di quelle cose impossibili da accadere, è come quando stai cadendo faccia a terra, non puoi fermare la caduta e già realizzi il fatto che il tuo naso non sarà più quello di qualche istante fa, senti il dolore prima ancora che te lo spiaccichi sul cemento armato.
Inutile sperare in un miracolo, non so che diavolo sia questa lucetta stramba che a vederla sembra una cosa pericolosissima da lasciare accesa. L'hanno studiata veramente bene, un disegno che ti fa venire in mente corti circuiti, scariche elettriche, esplosioni nucleari e chissà che altro. Bisogna chiamare il meccanico.
L'indomani la porto in officina, il capo mi aspetta. La moglie sta sistemando delle chiavi inglesi su un pannello appeso alla parete mentre la figlia con una scopa sparge della segatura sul pavimento piastrellato unto d'olio.
Il capo sale in auto per vedere di persona la spia accesa. Sembra dubbioso sul da farsi, ma forse è solo una mia impressione. Accende e spegne il motore un po' di volte per vedere se ci sono cambiamenti, come se io non l'abbia già fatto abbastanza. Senza accorgermene il mio sguardo vagando per l'edificio occupato da varie macchine con cofani aperti e con ruote smontate va a posarsi sul fondoschiena della figlia. Manco a farlo apposta questa come si gira mi coglie sul fatto a guardarla, beccato! Faccio finta di niente anche se devo essere arrossito parecchio, sono un tipo fatto così.
Il capo dopo aver tolto il piccolo posacenere dov'è annesso pure l'accendisigari scoprendo la presa elettrica della centralina finalmente si decide ad uscire dall'auto e si dirige pensieroso su di un altro pannello chiuso alla parete. Lo apre ed è pieno pure questo di numerosissime chiavi inglesi tutte poste meticolosamente in ordine. Luccicano come strass di un costosissimo abito da sera da quanto sono pulite. Si gira intorno circospetto come per assicurarsi che non lo stia guardando nessuno e con un movimento rapido della mano muove un qualche meccanismo che il pannello si apre mostrando il nascondiglio segreto. Mi immagino una luce abbagliante che esce dall'interno di esso che illumina il viso del capo che con occhi sgranati fissa affascinato tale meraviglia: il Santo Graal.
No macché, è solo una scatolina conservata minuziosamente lontana dalla polvere, dalla luce e da sguardi indiscreti. La prende tra le mani lentamente facendo attenzione a non darle qualche scossone, manco fosse nitroglicerina. Con passo flemmatico si dirige verso la mia macchina, mai vista tanta saldezza di nervi nello svolgere tale rischiosissimo compito. Si siede piano sul sedile di fianco a quello del guidatore e si posa la scatolina sulle gambe, dev'esserci il sangue di san Gennaro, non bisogna shakerarlo, fai attenzione mi raccomando.
Apre la piccolissima chiusura in metallo dorato e comincia lentamente a sollevare il coperchio. Oh mio Dio, sta per aprirla, sta per aprire il vaso di Pandora, scatenerà sul nostro povero pianeta tutti i mali del mondo.
Rimango un pochino deluso nel constatare che non si tratta di tutte queste cose, da come maneggiava il contenitore tutto faceva pensare che non si trattasse che di un semplicissimo apparecchio elettronico, un tester per la diagnosi dell'auto, un aggeggio leggermente più grosso di un telecomando della tv.
Prende l'apparecchio in mano ed un cavetto a parte. Otto minuti buoni servono per capire che l'unico attacco grosso del cavetto deve entrare nell'unico buco del tester, dodici per decidersi ad infilare l'altro capo del filo nella presa dell'auto senza che questa prenda fuoco, altri venti minuti per mettere a parte tutta l'angoscia per dover accendere l'apparecchio elettronico; mai visto sudare freddo in quel modo una persona in vita mia.
Sul piccolissimo display riesco a vedere delle voci elencate, probabilmente corrispondono a varie parti distinte del motore. Scorre dapprima lentamente le varie voci e poi via via sempre più veloce dall'inizio alla fine e poi di nuovo dall'inizio alla fine continuamente, ho paura che non l'abbia capito che sta leggendo sempre le stesse voci, l'avrà fatto almeno quaranta volte come se stesse percorrendo un circuito di formula uno, non ha fatto nemmeno un piccolo pit stop nelle scuderie per un cambio gomme. Ci sono almeno una decina di pulsanti sull'apparecchio e lui si ostina ad usare solo quello delle freccette avanti-indietro.
Annoiato dalla gara mi svago un pochino con lo sguardo nell'officina. La gravità là dentro dev'essere pesantissima perché mi ritrovo di nuovo con gli occhi puntati giù verso le bellissime natiche della figlia del capo. Ora non so se la sfortuna abbia deciso di starmi appiccicata come una zecca oppure sia il mio sguardo a far contatto col suo culo, fatto sta che vengo beccato nuovamente da lei. La situazione comincia a farsi imbarazzante.
Col viso in fiamme ricaccio la testa nel finestrino per vedere se il capo si è almeno guadagnato la pole position. Con aria soddisfatta dopo aver staccato e ripiegato il cavetto, rimette il preziosissimo apparecchio nella sua scatolina.
<< È la sonda lambda >> dice, << bisogna sostituirla >>.
<< Cos'è? >> faccio io.
<< È la lambda, dobbiamo cambiarla >>.
<< Si, ma a che serve? >>
<< Non funziona, bisogna sostituirla >>.
<< É una cosa così grave? >>
<< Dobbiamo ordinarla nuova >>.
Niente, non ti risponde manco con un'overdose di Pentothal. Se dicevi da subito che non hai idea di cosa sia facevamo prima e non mi sforzavo troppo nel fare domande inutili. Una volta il meccanico ti diceva qual'era il guasto e perché succedeva, oggi ti dicono solo che bisogna cambiare il pezzo senza nemmeno farti sapere a cosa serve.
Nel mentre io mi ritrovo con la lambda di Alabdino fuori uso e non avendo nient'altro da sfregare nelle mani decidiamo di ordinarla nuova. Comunque ho cercato un po' in internet che cosa sia questa sonda lambda, non è nient'altro che uno strumento che legge la quantità di ossigeno nei gas di scarico. Praticamente se alla mia macchinina dovesse venir meno l'ossigeno dovrei rianimarla con la respirazione bocca a marmitta. Detto più in parole povere non è nient'altro che uno dei tanti, numerosissimi pezzi inutili con una altissima predisposizione al malfunzionamento nell'arco di un minimissimo periodo di tempo.
Visto che ormai è tempo decido di fargli fare pure il tagliando e prima di andarmene vengo informato che per la diagnosi dovrei sborsare la bellezza di quaranta euro, un calcio nei testicoli sarebbe stato meno doloroso. Non ho la minima idea di quello che stesse facendo prima con quell'apparecchio elettronico, ma non credo abbia fatto nient'altro se non quello di rintracciare la causa per cui la spia nel cruscotto si fosse accesa. Quaranta euro mi sembra una cifra un tantino esagerata, ma forse il tester non va col normale carburante ma col plutonio, non vedo altra spiegazione. Ho cercato anche quali sono i costi per una semplice diagnosi sempre in internet e da quello che sono riuscito a capire i prezzi variano dal tipo di macchina, partendo da venticinque a sessanta euro. È un campo che non conosco questa parte della meccanica-elettronica, ho solo pochissime informazioni con pochissime spiegazioni e non mi sento di discutere o protestare per il prezzo alto, loro sapranno se è giusto così... spero!
Dopo quattro giorni arriva il pezzo nuovo e tra il fine settimana e il tempo di prendere in mano la mia macchinina finalmente mi reco in officina per riprendermela.
Dopo i soliti convenevoli taglio corto e gli chiedo quant'è il lavoro svolto, e qui inizia il calvario. Prima di spararmi il prezzo si mettono tutti sulla difensiva sviolinandomi motivi e situazioni assurde.
<< Purtroppo con la crisi che c'è i costi dei pezzi aumentano di continuo >> dice il capo.
<< Vero >> continua la moglie, << mio cugino per una cinghia per poco non rottamava la sua auto per quanto costava cara >>.
<< Per via dell'iva si va sempre peggio >> dice la figlia intromettendosi per dare man forte ai genitori.
<< É assurdo che un lavoratore onesto debba subire queste ingiustizie >> riprende il capo.
<< Dove andremo a finire tutti di questo passo? >> dice seriamente preoccupata la moglie.
<< Più si va avanti e più andiamo peggio >> le risponde il marito rivolgendosi a lei con aria afflitta.
Sembra di assistere ad una pantomima, cerco di porne fine : << Purtroppo è così, quanto ti devo quindi? >>
Il capo prende uno straccio sporchissimo e comincia a strofinarselo sulle mani pulitissime concentrandosi principalmente su un punto del palmo destro della mano, cercando imperterrito di levarsi una macchiolina di sporco invisibile a tutti gli altri tranne che a lui. Prende coraggio e senza guardarmi in faccia borbotta qualcosa di strano tipo : << Gongosetanciozen >>.
<< Non ho capito !!!??? >> esclamo sorpreso per non aver afferrato neanche una sillaba di ciò che ha appena bofonchiato. Aveva la bocca talmente impastata che trovo assurdo che pure lui di persona ci abbia capito qualcosa.
Incredibilmente non rendendosi conto di aver pronunciato parole insane prosegue come niente fosse con la sua lagna. << Eh lo so, è un prezzo alto ma purtroppo con questi tempi c'è poco da fare. Se i nostri politici non ci spolperebbero come stanno facendo la situazione sarebbe diversa >>.
<< È vero, ci vorrebbe una rivoluzione civile così qualcuno alzerebbe di corsa il culo dalla propria poltrona >> lo sostiene la moglie.
Speravo che mi risparmiassero l'argomento politica, ma a quanto pare non si può intraprendere nessuna conversazione senza tirarla in ballo.
<< Dovrebbero stare seduti su di un vespaio...
<< Il governo Monti ci ha rovinati...
<< Perché, Berlusconi invece...
<< Tutti ai lavori forzati...
<< È una vergogna che si continui a votarli...
<< Si auto-eleggono tra di loro, noi non contiamo...
<< Ma hai visto quanto guadagnano al mese...
<< Tutti soldi rubati a noi...
Annuisco con la testa assecondandoli e cercando di evitare di proferir parola pure io. I miei occhi divagano qua e là ora dal capo ora dalla moglie, dalle varie macchine ai pannelli pieni zeppi di chiavi inglesi, dal bellissimo culo allo sguardo che puntualmente mi becca della sua proprietaria. C'è da venirne fuori completamente matti, continuano a girarci attorno per indorare meglio la pillola. So benissimo che il prezzo è altissimo, mi sono preparato psicologicamente già da tempo, da ogni volta che porto la mia macchinina in officina, mi sono fatto persino impiantare apposta un piccolo defibrillatore tascabile nel cuore per qualsiasi evenienza, nel caso non dovessi reggere al colpo. Metto mano al portafogli e li interrompo : << Ci vorrebbe sì una rivoluzione; quanto hai detto che ti devo? >>
Scorticandosi a sangue le mani con lo strofinaccio ho paura che si metta di nuovo a ciancicare, ma fortunatamente la moglie lo precede coraggiosamente scandendo bene questa volta le parole con cura: << Ottocentosettantacinque euro compreso tutto, tagliando, manodopera, corriere e sonda lambda. Sei fortunatissimo che non hanno messo aumenti >>.
Che culo, meno male! Attutisco bene il colpo e non mi scompongo più di tanto, ma il mio defibrillatore per non correre rischi di nessun genere prende l'iniziativa e libera una scarica di ottocentomila volt sul mio povero cuore, probabilmente deve avere qualche lambda sfasata pure lui. Sarà un'impressione ma i miei indumenti cominciano a sapere di pollo fritto.
Concludiamo l'operazione nell'ufficio del capo e dopo uno sfuggevole ultimo sguardo caparbiamente sfortunato al culo della figlia durante i saluti, metto in moto la mia macchinina e me ne torno a casa molto più leggero di quando sono entrato.
In conclusione la morale del racconto è:
Primo: non girare troppo attorno al problema che rischi solamente di renderti ridicolo.
Secondo: se proprio devi guardare il culo della figlia del capo accertati prima di non farti beccare da lei. 
Terzo: assicurati di avere una buona mira prima di battere col martello sul chiodo che tieni tra le dita, che poco ci cala ma tanto...!!!         

martedì 3 dicembre 2013

Parole

Non si può avere una risposta a tutto.
Ci confidiamo, a volte solamente per sfogarci. Lo facciamo con chi ci fidiamo di più, un amico, il nostro partner, parente o altro, non importa.
Chi ci ascolta e tiene veramente a noi farebbe di tutto per aiutarci a venir fuori dal nostro problema. Lo fa col cuore ne sono certo, ma non sempre questo è possibile.
Ci inoltriamo in domande e risposte che non hanno senso, che non sono necessarie.
Capita che nel farlo si vengano a creare delle incomprensioni, ci pentiamo per cose dette che ci hanno feriti, cose che ci portano al silenzio.
E fa un male cane!
Avere qualcuno vicino è necessario, è tutto.
Qualcuno che ti da una mano è una delle cose che ti appagano di più nella vita, ma a volte si ha solo semplicemente bisogno di essere ascoltati.

venerdì 22 novembre 2013

Giocattoli

Ricordo un servizio che una volta fece Striscia la Notizia sulla messa in commercio di una mazza da baseball con incisa su di essa il nome di una squadra di calcio. Sollevò un polverone affermando che tale oggetto avrebbe indotto i tifosi ad usarla contro i loro avversari e voleva a tutti i costi ritirarla dal mercato. Come “vittima” del grande inviato Staffelli venne scelto un povero commerciante di giocattoli che aveva difficoltà nel rispondere alle sue domande e a ciò che avrebbe dovuto fare tipo evitare di esporla negli scaffali o venderla.
Ciò che veramente mi diede fastidio del servizio è stata la polemica che si è venuta a creare attorno a questo oggetto così pericoloso; insomma, quando uno impugna una mazza da baseball il primo pensiero che gli salta in testa è quello di darla nella schiena di una persona che gli sta proprio sulle balle, questo secondo il ragionamento di Striscia, trattasi quindi di una potenziale arma di guerra. Non nego che certe persone hanno veramente il cervello bacato per fare tale cosa, ma io non credo che sia la povera mazza in questione a fare danni simili. Mi fece pena il commerciante finito nelle mani del giornalista, avrei voluto essere lì in quel momento a spiegare a Staffelli che il vero problema non era quel pezzo di legno levigato, avrei voluto prenderlo per la mano e condurlo nel reparto dei giocattoli per bambini, avrei voluto mostrargli le meraviglie che ci sono esposte negli scaffali. Quanta bella roba, si parte dalle spade dei pirati a quelle laser di Guerre Stellari, coltelli e coltellacci, fionde, archi e frecce, balestre, pistole, fucili, mitra, kalashnikov, bazooka, bombe a mano, mine antiuomo, cannoni, carri armati e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, come influiranno tutte queste cose sulla crescita dei nostri bambini? Naturalmente i giochi esposti non sono veri, ma non tutti risultano essere dei semplici pezzi di plastica. Ci sono delle pistole e fucili che sparano dei pallini di plastica che possono... anzi, fanno davvero un male cane. Conosco un tipo che ha regalato al figlio di otto o nove anni un arma del genere e facendogli notare la pessima scelta dell'oggetto in questione, mi mostrò la sua innocuità sparandosi un pallino sulla sua mano e sorridendomi soddisfatto per il pericolo inesistente. “Ok” gli dissi, “ora sparatelo in un occhio così vediamo il risultato”. Si mise a ridere rassicurandomi che nessun bambino è così stupido da puntare una pistola del genere sulla faccia di un altro, “perché mai dovrebbe farlo?”
Eh già, perché mai dovrebbe? Perché mai quel cacciatore avrebbe sparato in testa ad un bambino pensando che fosse un cinghiale? Perché mai quel poliziotto avrebbe dovuto ferirsi a morte mentre puliva la sua pistola? Perché mai i rapinatori amerebbero così tanto agitare le loro armi in faccia alle loro vittime? Perché mai si dovrebbero compiere azioni del genere? Ma perché nessuno è così stupido da farle, è chiaro!
Ci si accanisce contro una mazza da baseball quando il vero problema è un altro.
Il Natale è alle porte e bisogna regalare qualcosa ai propri figli, le femminucce in parte si salvano da certi “giocattoli”, ma come si fa per i maschietti? Loro ci sguazzano nelle armi, chi non le vorrebbe? Anch'io da piccolo ho adorato la mia pistola da cowboy. Ma come possiamo insegnar loro la non violenza se continuiamo a mettere nelle loro mani delle armi anche se esse sono finte? Ma stiamo facendo veramente la cosa giusta?
Ma forse la tecnologia ci sta venendo in aiuto, si, il mercato di questi giocattoli sta lentamente esaurendosi. Ci vengono in soccorso i videogiochi. Con quelli almeno i bambini non impugnano nessuna arma. Pigiano solamente dei tasti su di una consolle e sterminano in pochi attimi delle intere città. Massacrano gli sventurati personaggi come se niente fosse. Che sollievo, non corrono nessun pericolo, nessun noioso incidente.
Tutto sta nel vedere come sarà la razionalità di ognuno di loro nel saper distinguere il bene dal male quando saranno diventati grandi, questo grazie anche al nostro contributo nell'averli guidati così bene durante la loro crescita.
Ma veramente un bambino rinuncerebbe al gioco se non mettessimo nessun giocattolo nelle proprie mani? Io da piccolo non ne ho avuto molti di giocattoli, anzi, alcuni me li inventavo o costruivo da me, ma non ho mai rinunciato a divertirmi. Certo erano altri tempi e non c'era molta varietà nella scelta, ma credo che la fantasia nei bambini esista ancora e che possa prevalere sulla voglia di avere tutto ciò che desiderano che i genitori gli regalino.
Già, ma come si fa a non regalare un giocattolo distruttivo al proprio figlio? Chi è quel malato di mente che farebbe una cosa del genere? Chi è quel troglodita che è rimasto ancora ai tempi dei libri?
Viva la tecnologia, viva il progresso!
Il Natale è bello e bello è il suo significato che consiste nel fare e ricevere regali. Mangiare il panettone, il pandoro e altre buonissime leccornie. Fare l'albero di Natale, costruire il presepe e attendere impazienti la mezzanotte l'arrivo di Babbo Natale che altri non è diventato che un trafficante d'armi.


Buon Natale a tutti.

sabato 2 novembre 2013

2 Novembre





                                                                          Immagine dal web


Un giorno ci rincontreremo.
Ti voglio bene.                



venerdì 4 ottobre 2013

'na ciofeca

Non capisco perché mi ostino così tanto ad avventurarmi in certe cose che non mi appartengono per niente.
Eppure le istruzioni le ho seguite alla lettera, pure gli ingredienti erano gli stessi della ricetta.
L'infornata, dev'essere stata per forza la messa in forno a non funzionare.
Certo che sarebbe stato comodo sapere prima se il forno dovesse essere preriscaldato oppure no, io l'ho acceso appena messa la torta dentro. E la fiamma? Bastava solamente quella di sotto o anche quella sopra? Le ho accese entrambe, non so il motivo sulla decisione che ho preso, ho pensato che la risposta come al solito sarebbe stata quella contraria indipendentemente da ciò che avrei deciso e allora tanto valeva...
Comunque i 50 minuti della ricetta sono andati a farsi benedire, altro che 50, ce ne ha messo il doppio con tanto di prova stecchino.
Quando l'ho spento sembrava davvero appetitosa all'aspetto, ma non appena si è raffreddata si è sgonfiata come un palloncino risultando piatta e raggrinzita. Quando l'ho tirata fuori dalla teglia sembrava un enorme sfoglia di silicone, avrei potuto benissimo usarla come cuscino per la sedia.
Il sapore? Dopo essermi fatto coraggio con l'aiuto dello yoga e dell'auto convincimento che sarebbe stata buona, al primo microscopico morso l'ho sputata via deluso dal risultato. Silicone dolce, ottimo per fare stampi per budini.
Eh, bisogna nascere pasticceri per queste imprese, forse dovrei limitarmi allo "spirito d'uovo" come lo chiamavamo da bambini. Un rosso d'uovo zuccherato in un bicchiere, una mescolata e via a leccarsi le dita per quanto ci piaceva. Povero, semplice, facile da ricordare.
Il mio problema è che son troppo cocciuto e non credo che rinuncerò facilmente ad incasinarmi ancora nell'imbrattare padelle e tegami, chissà che un giorno magari non riesca ad imbroccarne qualcuna come Dio comanda?

sabato 3 agosto 2013

Buongiorno

È da infarto.
Essere svegliati da un terrificante suono dico.
La mia sveglia lo partorisce ogni santa mattina alle cinque precise. Beh, precise non direi proprio dato che ogni fine settimana si ritrova con l'avere sempre dieci minuti di troppo sul groppone. Tocca rimetterla ogni qualvolta indietro se non voglio ritrovarmi sveglio qualche ora prima.
Che poi sveglio lo son sempre, passo tutto il tempo a fare giravolte nel letto sia per il caldo sia per ricevere meglio le folate di aria calda che il mio ventilatore rumorosissimo cerca di buttarmi addosso. Quando finalmente si riesce a prendere sonno (precisamente alle cinque meno cinque minuti), ecco che la sinistra colonna sonora molto più storpiata di “Psycho” comincia col suo stridulo suono.
Infarto assicurato per chi dovesse sentirla per la prima volta, credetemi.
L'avevo comprata dai cinesi, non sapevo che la sua sveglia fosse così particolare, pensavo fosse una normalissima e fastidiosissima suoneria come tutte le altre.
Odio le suonerie. Qualsiasi tipo di suoneria. Sopratutto quella dei telefoni sia fissi che portatili. Metto sempre e solo la vibrazione al mio, altrimenti lo sbatterei contro il muro. Non so perché, mi fanno andare in bestia, sarà forse una mia aberrazione. Per la suoneria della sveglia il più delle volte mi sveglio un attimo prima che suoni per spegnerla per non sentirla squillare; poi se mi riaddormento dopo (cosa possibilissima), sono davvero nella merda se faccio tardi al lavoro, dato che non do mai una seconda occasione all'infernale oggetto di fare il bis.
Ieri io e la mamma abbiamo raccolto i pomodori, l'unica cosa che siano andati bene nell'orto quest'anno. Fino a poco tempo fa faceva ancora freddo e gli ortaggi erano tutti bloccati, nel senso che non proseguivano nella crescita. Poi col riscaldarsi delle giornate sembrava che si stessero riprendendo ma purtroppo non ce l'hanno fatta fino in fondo. La colpa naturalmente è mia, è un terreno che ha bisogno di sostanze nutritive e questo inverno non ho potuto dargliele per via della malattia del babbo, infatti dovevamo farlo insieme, ma ahimè...!
Non importa, appena prima di piantarci le cose invernali mi rimboccherò le maniche e farò il mio dovere fino in fondo.
Oggi sveglia alle quattro di mattina, per fortuna non ho dovuto sorbirmela perché non ho dormito per niente. Dopo una brioscina a secco e un'altra inzuppata nel caffè, sono sceso a casa dei miei per cominciare a pulire ed affettare i pomodori, naturalmente mia madre era già quasi a metà lavoro, suppongo non abbia dormito per niente nemmeno lei.
Dopo averli affettati, infilati nella macchinetta per macinarli e strizzarli per bene, aver colato il sugo dall'acqua in eccesso, aver imbottigliato il prezioso nettare insieme ad un paio di foglie di basilico e alla fine messo le bottiglie a bollire in un capiente contenitore d'acqua per qualche ora, la soddisfazione per il lavoro ben fatto ci ha messo tutti di buon umore.
Per il pranzo un bel piatto di spaghetti col sugo fresco non ce lo toglie nessuno.
Buon appetito.