lunedì 3 novembre 2014

Le olive

Finalmente pure per quest'anno la raccolta delle olive è andata di buon esito.
Francamente sono rimasto davvero meravigliato nel constatare che queste olivette così rinsecchite quasi fino all'osso per via della siccità che a quanto pare non ha ancora intenzione di finire, siano riuscite a dare un olio davvero squisito, e cosa strana, piuttosto abbondante.
Sono contento, prevedevo che da un pessimo raccolto non ci avessi cavato quasi niente, ma mi son dovuto ricredere.
Evviva! Spero sia andata altrettanto bene pure a tutti gli altri.

domenica 15 giugno 2014

Mondo bizzarro

Sulla porta di una libreria:

"Dal lunedì al sabato si apre verso le 11 o mezzogiorno, ma talvolta anche alle 9 o alle 10. Certi giorni però, si apre alle 13. Si chiude alle 17,30 o alle 18. Certe volte il sabato si chiude alle 16,30 o alle 17, specialmente quando il mondo sembra senza speranza."

                                                                                      B. M.

domenica 27 aprile 2014

Finzione o realtà

Pensa se dovessi dare di matto come Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia”, se vedendomi davanti una specie di replica di hamburger invece di quella esposta sulla foto del locale, e avendo un'arma letale in mano; avrei anch'io la sua stessa reazione?
Mamma mia, meglio non pensarci e lasciar fare i matti a chi matto ci è diventato per davvero.
Questo è il bellissimo pacco di una marca famosissima che ci propinano i supermercati, un bellissimo “Ramo di Primavera” farcito con crema al cioccolato che solo a vederlo inonderei tutto il paese per l'acquolina che strariperebbe fuori dalla mia bocca.



Ma ahimè, la realtà purtroppo è un'altra, il “Ramo di Primavera” che ci troviamo dentro a vederlo risulta essere piuttosto un “Ramo Secco d'Autunno”.




Certo la brutta figura nel regalare una meraviglia del genere ad una persona cara non è cosa da poco, anche se ormai non ci facciamo più tanto caso. Sulla scatola c'è scritto che “le immagini riportate sulla confezione costituiscono un semplice suggerimento di presentazione”. Ma ti pare che questo sia un semplice suggerimento? A me sembra invece pura e semplice fantascienza. Quando compro un prodotto in scatola chiusa sulla confezione preferirei leggerci "questo è quello che ci trovi" e non "questo è quello che avremmo voluto metterci". Ma dai, ma ti pare possibile che riusciate veramente a creare una cosa bellissima come quella riportata sulla scatola? Ma stiamo scherzando? Ma che vi costa fare una foto a ciò che ne viene fuori nella realtà e metterci quella? Non è forse più onesto nei confronti di chi vuole comprare il suddetto Ramo? Ma perché prendere in giro il cliente poi? Non lo vede una volta aperto il pacco che non si tratta d'altro che di una spugna usata?
Ah già, me lo scordo sempre anche se per pochi secondi.
Vendere.
Il DENARO.
Ciò che ci ha reso così infami e spregevoli.
Che dire di più?
Chiedo scusa per l'inutile post.  

mercoledì 5 marzo 2014

Girarci attorno

No no no, ti prego no, non farmi questo!
Non è possibile, ma perché?
Si è accesa, si è accesa quella maledetta spia sul cruscotto.
É uno scherzo sicuramente, la mia macchinina vuole farmi uno scherzetto. Che carina, sto già sorridendo per la buffa trovata.
Ma perché non si spegne?
Ho capito, bisogna spegnere il motore e riavviarlo.
Macché, non funziona. Forse sono stato troppo veloce, spengo e aspetto un pochetto.
NOOOOOOO, NON FARMI QUESTOOOOO!!!!!
Maledetta, ma che spia è? É la figura di una specie di motore con una saetta sopra. Un lampo come quello sul petto del costume di Flash, il personaggio dei fumetti che potrebbe correre più veloce di Speedy Gonzales se fortemente motivato dal formaggio.
Continuo a fissare la spia accesa come aspettando che da un momento all'altro questa si spenga.
A quanto pare non funziona così, è una di quelle cose impossibili da accadere, è come quando stai cadendo faccia a terra, non puoi fermare la caduta e già realizzi il fatto che il tuo naso non sarà più quello di qualche istante fa, senti il dolore prima ancora che te lo spiaccichi sul cemento armato.
Inutile sperare in un miracolo, non so che diavolo sia questa lucetta stramba che a vederla sembra una cosa pericolosissima da lasciare accesa. L'hanno studiata veramente bene, un disegno che ti fa venire in mente corti circuiti, scariche elettriche, esplosioni nucleari e chissà che altro. Bisogna chiamare il meccanico.
L'indomani la porto in officina, il capo mi aspetta. La moglie sta sistemando delle chiavi inglesi su un pannello appeso alla parete mentre la figlia con una scopa sparge della segatura sul pavimento piastrellato unto d'olio.
Il capo sale in auto per vedere di persona la spia accesa. Sembra dubbioso sul da farsi, ma forse è solo una mia impressione. Accende e spegne il motore un po' di volte per vedere se ci sono cambiamenti, come se io non l'abbia già fatto abbastanza. Senza accorgermene il mio sguardo vagando per l'edificio occupato da varie macchine con cofani aperti e con ruote smontate va a posarsi sul fondoschiena della figlia. Manco a farlo apposta questa come si gira mi coglie sul fatto a guardarla, beccato! Faccio finta di niente anche se devo essere arrossito parecchio, sono un tipo fatto così.
Il capo dopo aver tolto il piccolo posacenere dov'è annesso pure l'accendisigari scoprendo la presa elettrica della centralina finalmente si decide ad uscire dall'auto e si dirige pensieroso su di un altro pannello chiuso alla parete. Lo apre ed è pieno pure questo di numerosissime chiavi inglesi tutte poste meticolosamente in ordine. Luccicano come strass di un costosissimo abito da sera da quanto sono pulite. Si gira intorno circospetto come per assicurarsi che non lo stia guardando nessuno e con un movimento rapido della mano muove un qualche meccanismo che il pannello si apre mostrando il nascondiglio segreto. Mi immagino una luce abbagliante che esce dall'interno di esso che illumina il viso del capo che con occhi sgranati fissa affascinato tale meraviglia: il Santo Graal.
No macché, è solo una scatolina conservata minuziosamente lontana dalla polvere, dalla luce e da sguardi indiscreti. La prende tra le mani lentamente facendo attenzione a non darle qualche scossone, manco fosse nitroglicerina. Con passo flemmatico si dirige verso la mia macchina, mai vista tanta saldezza di nervi nello svolgere tale rischiosissimo compito. Si siede piano sul sedile di fianco a quello del guidatore e si posa la scatolina sulle gambe, dev'esserci il sangue di san Gennaro, non bisogna shakerarlo, fai attenzione mi raccomando.
Apre la piccolissima chiusura in metallo dorato e comincia lentamente a sollevare il coperchio. Oh mio Dio, sta per aprirla, sta per aprire il vaso di Pandora, scatenerà sul nostro povero pianeta tutti i mali del mondo.
Rimango un pochino deluso nel constatare che non si tratta di tutte queste cose, da come maneggiava il contenitore tutto faceva pensare che non si trattasse che di un semplicissimo apparecchio elettronico, un tester per la diagnosi dell'auto, un aggeggio leggermente più grosso di un telecomando della tv.
Prende l'apparecchio in mano ed un cavetto a parte. Otto minuti buoni servono per capire che l'unico attacco grosso del cavetto deve entrare nell'unico buco del tester, dodici per decidersi ad infilare l'altro capo del filo nella presa dell'auto senza che questa prenda fuoco, altri venti minuti per mettere a parte tutta l'angoscia per dover accendere l'apparecchio elettronico; mai visto sudare freddo in quel modo una persona in vita mia.
Sul piccolissimo display riesco a vedere delle voci elencate, probabilmente corrispondono a varie parti distinte del motore. Scorre dapprima lentamente le varie voci e poi via via sempre più veloce dall'inizio alla fine e poi di nuovo dall'inizio alla fine continuamente, ho paura che non l'abbia capito che sta leggendo sempre le stesse voci, l'avrà fatto almeno quaranta volte come se stesse percorrendo un circuito di formula uno, non ha fatto nemmeno un piccolo pit stop nelle scuderie per un cambio gomme. Ci sono almeno una decina di pulsanti sull'apparecchio e lui si ostina ad usare solo quello delle freccette avanti-indietro.
Annoiato dalla gara mi svago un pochino con lo sguardo nell'officina. La gravità là dentro dev'essere pesantissima perché mi ritrovo di nuovo con gli occhi puntati giù verso le bellissime natiche della figlia del capo. Ora non so se la sfortuna abbia deciso di starmi appiccicata come una zecca oppure sia il mio sguardo a far contatto col suo culo, fatto sta che vengo beccato nuovamente da lei. La situazione comincia a farsi imbarazzante.
Col viso in fiamme ricaccio la testa nel finestrino per vedere se il capo si è almeno guadagnato la pole position. Con aria soddisfatta dopo aver staccato e ripiegato il cavetto, rimette il preziosissimo apparecchio nella sua scatolina.
<< È la sonda lambda >> dice, << bisogna sostituirla >>.
<< Cos'è? >> faccio io.
<< È la lambda, dobbiamo cambiarla >>.
<< Si, ma a che serve? >>
<< Non funziona, bisogna sostituirla >>.
<< É una cosa così grave? >>
<< Dobbiamo ordinarla nuova >>.
Niente, non ti risponde manco con un'overdose di Pentothal. Se dicevi da subito che non hai idea di cosa sia facevamo prima e non mi sforzavo troppo nel fare domande inutili. Una volta il meccanico ti diceva qual'era il guasto e perché succedeva, oggi ti dicono solo che bisogna cambiare il pezzo senza nemmeno farti sapere a cosa serve.
Nel mentre io mi ritrovo con la lambda di Alabdino fuori uso e non avendo nient'altro da sfregare nelle mani decidiamo di ordinarla nuova. Comunque ho cercato un po' in internet che cosa sia questa sonda lambda, non è nient'altro che uno strumento che legge la quantità di ossigeno nei gas di scarico. Praticamente se alla mia macchinina dovesse venir meno l'ossigeno dovrei rianimarla con la respirazione bocca a marmitta. Detto più in parole povere non è nient'altro che uno dei tanti, numerosissimi pezzi inutili con una altissima predisposizione al malfunzionamento nell'arco di un minimissimo periodo di tempo.
Visto che ormai è tempo decido di fargli fare pure il tagliando e prima di andarmene vengo informato che per la diagnosi dovrei sborsare la bellezza di quaranta euro, un calcio nei testicoli sarebbe stato meno doloroso. Non ho la minima idea di quello che stesse facendo prima con quell'apparecchio elettronico, ma non credo abbia fatto nient'altro se non quello di rintracciare la causa per cui la spia nel cruscotto si fosse accesa. Quaranta euro mi sembra una cifra un tantino esagerata, ma forse il tester non va col normale carburante ma col plutonio, non vedo altra spiegazione. Ho cercato anche quali sono i costi per una semplice diagnosi sempre in internet e da quello che sono riuscito a capire i prezzi variano dal tipo di macchina, partendo da venticinque a sessanta euro. È un campo che non conosco questa parte della meccanica-elettronica, ho solo pochissime informazioni con pochissime spiegazioni e non mi sento di discutere o protestare per il prezzo alto, loro sapranno se è giusto così... spero!
Dopo quattro giorni arriva il pezzo nuovo e tra il fine settimana e il tempo di prendere in mano la mia macchinina finalmente mi reco in officina per riprendermela.
Dopo i soliti convenevoli taglio corto e gli chiedo quant'è il lavoro svolto, e qui inizia il calvario. Prima di spararmi il prezzo si mettono tutti sulla difensiva sviolinandomi motivi e situazioni assurde.
<< Purtroppo con la crisi che c'è i costi dei pezzi aumentano di continuo >> dice il capo.
<< Vero >> continua la moglie, << mio cugino per una cinghia per poco non rottamava la sua auto per quanto costava cara >>.
<< Per via dell'iva si va sempre peggio >> dice la figlia intromettendosi per dare man forte ai genitori.
<< É assurdo che un lavoratore onesto debba subire queste ingiustizie >> riprende il capo.
<< Dove andremo a finire tutti di questo passo? >> dice seriamente preoccupata la moglie.
<< Più si va avanti e più andiamo peggio >> le risponde il marito rivolgendosi a lei con aria afflitta.
Sembra di assistere ad una pantomima, cerco di porne fine : << Purtroppo è così, quanto ti devo quindi? >>
Il capo prende uno straccio sporchissimo e comincia a strofinarselo sulle mani pulitissime concentrandosi principalmente su un punto del palmo destro della mano, cercando imperterrito di levarsi una macchiolina di sporco invisibile a tutti gli altri tranne che a lui. Prende coraggio e senza guardarmi in faccia borbotta qualcosa di strano tipo : << Gongosetanciozen >>.
<< Non ho capito !!!??? >> esclamo sorpreso per non aver afferrato neanche una sillaba di ciò che ha appena bofonchiato. Aveva la bocca talmente impastata che trovo assurdo che pure lui di persona ci abbia capito qualcosa.
Incredibilmente non rendendosi conto di aver pronunciato parole insane prosegue come niente fosse con la sua lagna. << Eh lo so, è un prezzo alto ma purtroppo con questi tempi c'è poco da fare. Se i nostri politici non ci spolperebbero come stanno facendo la situazione sarebbe diversa >>.
<< È vero, ci vorrebbe una rivoluzione civile così qualcuno alzerebbe di corsa il culo dalla propria poltrona >> lo sostiene la moglie.
Speravo che mi risparmiassero l'argomento politica, ma a quanto pare non si può intraprendere nessuna conversazione senza tirarla in ballo.
<< Dovrebbero stare seduti su di un vespaio...
<< Il governo Monti ci ha rovinati...
<< Perché, Berlusconi invece...
<< Tutti ai lavori forzati...
<< È una vergogna che si continui a votarli...
<< Si auto-eleggono tra di loro, noi non contiamo...
<< Ma hai visto quanto guadagnano al mese...
<< Tutti soldi rubati a noi...
Annuisco con la testa assecondandoli e cercando di evitare di proferir parola pure io. I miei occhi divagano qua e là ora dal capo ora dalla moglie, dalle varie macchine ai pannelli pieni zeppi di chiavi inglesi, dal bellissimo culo allo sguardo che puntualmente mi becca della sua proprietaria. C'è da venirne fuori completamente matti, continuano a girarci attorno per indorare meglio la pillola. So benissimo che il prezzo è altissimo, mi sono preparato psicologicamente già da tempo, da ogni volta che porto la mia macchinina in officina, mi sono fatto persino impiantare apposta un piccolo defibrillatore tascabile nel cuore per qualsiasi evenienza, nel caso non dovessi reggere al colpo. Metto mano al portafogli e li interrompo : << Ci vorrebbe sì una rivoluzione; quanto hai detto che ti devo? >>
Scorticandosi a sangue le mani con lo strofinaccio ho paura che si metta di nuovo a ciancicare, ma fortunatamente la moglie lo precede coraggiosamente scandendo bene questa volta le parole con cura: << Ottocentosettantacinque euro compreso tutto, tagliando, manodopera, corriere e sonda lambda. Sei fortunatissimo che non hanno messo aumenti >>.
Che culo, meno male! Attutisco bene il colpo e non mi scompongo più di tanto, ma il mio defibrillatore per non correre rischi di nessun genere prende l'iniziativa e libera una scarica di ottocentomila volt sul mio povero cuore, probabilmente deve avere qualche lambda sfasata pure lui. Sarà un'impressione ma i miei indumenti cominciano a sapere di pollo fritto.
Concludiamo l'operazione nell'ufficio del capo e dopo uno sfuggevole ultimo sguardo caparbiamente sfortunato al culo della figlia durante i saluti, metto in moto la mia macchinina e me ne torno a casa molto più leggero di quando sono entrato.
In conclusione la morale del racconto è:
Primo: non girare troppo attorno al problema che rischi solamente di renderti ridicolo.
Secondo: se proprio devi guardare il culo della figlia del capo accertati prima di non farti beccare da lei. 
Terzo: assicurati di avere una buona mira prima di battere col martello sul chiodo che tieni tra le dita, che poco ci cala ma tanto...!!!